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Signorina
veniamo noi con questa mia addirvi, addirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire; a noi ci fanno specie che questanno, una parola,
c’è stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi consolate dai dispiacere che avreta
perchè dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perchè il giovanotto è uno studente
che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo . ; . ;
Salutandovi indistintamente i fratelli Caponi che siamo noi
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dal: 20 giugno 2010
al: 30 settembre 2010
completato: 26 agosto 2010
esito: completata
Sfida Estiva: Libri Da Vacanza
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Ho letto un post, che mi ha fatto riflettere, che mi ha fatto tornare in mente convinzioni che avevo fino a qualche anno fa.
Quando ho cominciato a lavorare, mi ero posto un obiettivo, mi ero posto un limite entro cui mi sarei dovuto sistemare. Questo limite anno dopo anno si avvicinava, e io continuavo a ripetermi che avevo ancora tempo per decidere cosa volessi fare, continuavo a ripetermi che avevo ancora tempo per sistemarmi. Il limite che mi ero posto l'ho raggiunto, ma io continuo a non sapere cosa voler fare da grande. Continuo a barcamenarmi con il quotidiano, essendo consapevole che la situazione attuale non ha futuro (anche ad essere ottimisti oltre ogni più rosea previsione, questo non sarà il posto di lavoro che conserverò fino alla pensione). Continuo a vivere alla giornata, senza fare nulla per cambiare la situazione.
Perchè decidere di affrontare il problema, decidere di pianificare il futuro, decidere cosa voglio fare da grande significa crescere, e pensandoci bene io non sono pronto, io non voglio crescere così tanto.
Ci sono delle decisioni da prendere, anche nell'immediato. Ma faccio finta di niente. Cullo un sogno che non si avvererà mai, ma continuo a cullarlo come se fosse l'unica possibilità, la naturale prosecuzione delle cose. E convivo con il quotidiano, sopportando le cose che non vanno, pensando che tutto questo è necessario per la realizzazione del mio sogno...
Devo fare gli auguri a Ezra, che ho saputo essere diventato nuovamente papà!
Non sono ancora riuscito a sentirlo, per cui non conosco ancora il nome del pupo (o della pupa, anche se a memoria mi ricordo che dovrebbe essere un maschio).
Sicuramente non se la prenderà se mi permetto di postare la foto del nuovo venuto, presa da Buzz, dove l'ha postata lo stesso Ezra.

Sembra che al lavoro siano in arrivo delle novità.
Speriamo che siano positive, ma vista l'aria che tira sembrerebbe che alla fine siamo arrivati alla fatidica resa dei conti finale.
Speriamo bene... Io per non sbaglairmi tengo le dita incrociate, le orecchie e gli occhi ben aperti e spero di non lasciarmi sfuggire eventuali opportunità.
E se...
È facile pensare al passato e dirsi: "e se...", come se tutte le incertezze e i dubbi si possano risolvere con una semplice scelta diversa.
E se avessi fatto...
E se avessi detto...
E se avessi telefonato...
E se non avessi telefonato...
Ma così si entra semplicemente in un gioco da cui non è più possibile uscire. Nella vita non possono esistere i se. Esistono i fatti reali, le cose fatte e non fatte.
E poi si può sempre sognare, si può pensare come sarebbe stase se...
Ma bisogna sempre tenere i piedi per terra. La realtà è questa. E sognare o pensare a come sarebbe stato se non serve a niente. In alcuni casi fa solo male.
E non aiuta neanche cercare sempre la causa di qualunque cosa, perchè sono solo altre ipotesi, altri castelli di supposizioni creati nella nostra mente per illuderci.
Non bisogna prendersi in giro. Ogni nostro comportamento è sempre conseguente alla nostra personalità. E spesso fa più comodo pensare che in realtà le cose stanno diversamente, ma bisogna convivere con se stessi ed accettare le conseguenze dei propri gesti.
E se io quel giorno non avessi detto quelle parole?
E se io quel giorno avessi fatto quello che andava fatto?
Ma io quel giorno quelle parole le ho volute dire perchè dovevo andare avanti, non potevo più rimanere sospeso in un limbo indefinito. E quell'altro giorno ho preferito mentire a me stesso (come se fosse possibile) e fare quello che era più comodo, perchè avevo bisogno di farlo. E per farlo dovevo illudermi che le cose fossero tutte bianche, anzichè ammettere che erano grigie, ma in quel momento mi faceva comodo che fossero bianche.
Non esistono i se. Esiste la realtà, e le conseguenze delle nostre azioni. Vanno accettate, a meno di non voler vivere in eterno pensando a come sarebbe stato se...
Bisogna avere il coraggio di affrontare le cose.
Davvero belle parole. ma io ora quel coraggio non ce l'ho. Per cui continuo ad illudermi ed a prendermi in giro, credendo che un giorno, forse, le cose andranno come vorrei.
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Charlaine Harris Finché Non Cala Il Buio Traduzione: Annarita Guarnieri Editore: Fazi Editore Collana: Lain Pagine: 343 Prezzo: € 12.00 ISBN-10: 8876250581 ISBN-13: 9788876250583 Iniziato a leggere martedì, 09 febbraio 2010 Finito di leggere domenica, 21 febbraio 2010 |